da "FIORI SECCHI", Edizioni Primalpe, Cuneo 1993
Nella tua stanza d' ospedale,
accanto al tuo male infinito,
dorme Andrea,
un bambino dai capelli rossi,
stringendosi al petto
un cane bianco
di peluche
Alberto Rossi (Cuneo). L'ho visto una sola volta, nel 1995. Stava andandosene dalla poesia, meglio: dalle poesie. Eravamo a cena da Ettore Ferrero, a mangiar bene e bere meglio. Alberto aveva la faccia di uno che si era appena sposato (o, non ricordo più bene, che stava per sposarsi). La faccia di uno innamorato della sua donna. Le donne sono spesso meglio delle poesie. Lui aveva tutta l'aria di avere scelto di non scrivere più e di piangere e bere meno. Non so come sia finita perchè non l'ho più rivisto. Da molti anni non chiedo neppure più nulla di lui perchè non ci sono più persone a cui chiedere ma ,anche quando c'erano, diceva qualcosa tipo "boh, è scomparso".
Dentro a questo suo libro, ad ogni copia del suo libro, aveva messo un fiore secco vero. A me era toccata una piccolissima rosa , che ho qui vicino mentre scrivo.