da "Il secolo", Feltrinelli, Milano 2006
"Colpisce molto il vedere che, in questa fine secolo, la famiglia è ridiventata un valore consensuale e praticamente tabù. I giovani adorano la famiglia, in seno alla quale si attardano peraltro sempre più a lungo. Il partito tedesco dei Verdi, considerato contestatario (ma tutto è relativo, vista la sua presenza al governo...), voleva a un certo punto autodefinirsi il partito della famiglia. Perfino gli omosessuali, portatori nel secolo, come lo si è visto con Gide, di una parte della contestazione, oggi reclamano il loro inserimento nel quadro familiare, nell' eredità, nella cittadinanza. Questo per dire il punto a cui siamo. Quando si era progressisti, essere un uomo nuovo, nel presente reale del secolo, significava innanzitutto sfuccire alla famiglia, alla proprietà, al dispotismo di stato. Oggi sembra che la modernizzazione, come si compiacciono di dire i nostri maestri, sia quella di essere un buon papà, una buona mamma, un buon figlio, diventare un dirigente competitivo, arricchirsi il più possibile e giocare al cittadino responsabile. Adesso lo slogan è: Denaro, Famiglia, Elezioni.
In effetti ilsecolo si chiude sul tema della novità soggettiva impossibile e del conforto della ripetizione, tema appartenente alla caregoria dell'ossessione".
Alain Badiou (Rabat 1937), filosofo, drammaturgo e romanziere, dirige il Centro internazionale di studi di filosofia francese contemporanea presso l' Ecole normale supériore.