"ora guardiamo come se la cava quel signore che ha vinto, guardiamo come può conciliare l'arricchimento dei ricchi con le promesse fatte alle persone comuni...guardiamo come se la caverà con la lega e la mafia. gli daranno filo da torcere lega e mafia. la cosa buona è la fine del sessantotto: tutta quella vanità dei capetti che si facevano belli con un pugno di ammiratori e ammiratrici e poi fuori di lì bon, fuori dal loro cerchio....sessantottini come ferrando, mamma mia...gente che parla benissimo, come un libro stampato che parla, che parla... ma cosa cazzo dice ferrando?va bene: ora stiamo a guardare. qualcosa già abbiamo visto, abbiamo visto quello sciocchino di veltroni telefonare a berlusconi per complimentarsi...oeì, veltrò, tu vò fa l'americano, tu vo fà l'inglese...sciocchino, sciocchino.
guardiamolo il nostro paese, un paese che nasce democratico grazie a cavour e che dopo cinquant'anni sceglie il fascismo, un paese immaturo, giovane, cialtrone...ferrando parla di trotzkij a della gente che capisce solo al capone...ma che la pianti, ferrando, che la pianti. e che la pianti veltroni.
abbiamo avuto dal 45 in poi solo un grande statista: de gasperi. e qualche buon politico, che so, penso a fanfani. per il resto tanti cialtroni. e poi è arrivato il 68, una sciagura, dal punto di vista politico, il trionfo delle chiacchiere, dei capetti, dei vanitosi...era bella l'atmosfera del 68, una certa atmosfera, era bella...per chi aveva venti o trent'anni...era un bel comunicare, un bel divertirsi ma poi, politicamente: una sciagura".
Aurelio Valesi martedì 15 aprile 2008 ora 22