
" grazie per quel libretto su Ponzone che mi hai spedito, ecco: tu cerchi e sei ricercato, non ti trovo mai al telefono, devo insistere molto, sempre...bello quel libretto, ho riconosciuto tanti posti, io abitavo nella strada dove ora c'è il Comune, in via Grattarola, c'era un bosco, lì...ora c'è il Comune...Ponzone aveva un castello importantissimo, aveva i suoi nobili...sai che Edgardo Sogno, il partigiano Franchi, monarchico assoluto, uomo dal coraggio spaventoso ...bè sai che sogno era anche conte di Ponzone? Eh...ci sono frazioni intorno a Ponzone che ben ricordo, Chiappino, quattro case, ora sul libretto vedo che è diventata un po' più grande e Moretti, me la ricordo bene Moretti perchè ci andai, partendo da Ponzone in corriera con mia madre il 5 settembre 1943, tre giorni prima che scoppiasse la bugna...e, guarda, mi ricordo una cosa: l'autista della corriera fece una frenata bruschissima per salvare un pulcino in mezzo alla strada, per non metterlo sotto con la corriera e...pensa tre giorni dopo cominciava l'inferno...eh, a Ponzone c'era il cinema...una mia cugina cantava, io suonavo la batteria...avevo un buon senso del ritmo...in quel cinema una volta mi fecero entrare gratis perchè mi ricordavo il titolo di tutti i film che avevano dato, non erano tanti, cosa vuoi, una ventina...ma me li ricordavo...Ponzone è un paesaggio interiore, un paesaggio in cui di notte ambiento tanti sogni, ci ho vissuto dagli otto ai dieci anni, due anni e qualche mese, un po' più di due anni maa quell'età, capisci...due anni a quell'età...andavo a prendere il latte squarciando la neve, così una volta la neve era così profonda che ci lasciai le scarpe e quando arrivai in casa di quelli del latte mi misero vicino al fuoco, ero fradicio completo...io a Ponzone ho visto un bambino morto, non posso dimenticarlo, sono sicuro che fosse un bambino..."
venerdì 18 gennaio ore 21.15