ADRIANO GRANDE da "AVVENTURE", a cura di Paolo Zublena, De Ferrari Editore, Genova 1997
OMBRA DI GIUNCO
Pieghevole a ogni vento di dottrina
come giunco su sponda di canale
io m'alimento di un mio tristo male
faccio mia notte d'ogni mia mattina.
Vedo serenità cui sempre agogno
stendersi in cielo luminosa eguale;
ma lieve soffio subito mi china
a guardar la mia ombra tremolare.
M' aiuta solo a uscir del gramo sogno
odiar me stesso, tutto il resto amare.
Adriano Grande (Genova 1897- Roma 1972). Figlio di una anarchico poi mazziniano e massone Grande lavorò come spedizioniere, commesso, guardiano notturno in fabbrica.Fondatore della rivista letteraria "Circoli" ( di cui saranno redattori ,a diverso titolo e ineguale assiduità, Sbarbaro, Montale, Barile, Debenedetti, Solmi) aderì al Fascismo e divenne Addetto alla Sezione Stampa del Sottosegretariato per la Stampa e Propaganda, a Roma.
Volontario in Etiopia , dopo il 25 luglio 1943 andò incontro ad un periodo di gravi disagi economici. Non sposò la causa di Salò e tornò alla letteratura militante con due riviste: "Maestrale" (che ebbe vita breve) e "Persona", orientata verso posizioni cattolico-reazionarie.