...dal diario dell’ operaio Giuseppe Dozzo (confinato all’ officina 24 della Mirafiori e lincenziato per rappresaglia nel gennaio del 1958 ) abbandono del posto e ingiurie ad un sorvegliante.
14/04/2004
di albero (Invia un messaggio all'autore) 1° PUBLICAZIONE VENERDI’ 16 NOVEMBRE 1956
Oggi alle 16,45 ho finito il mio lavoro di magazziniere nel magazzino attrezzatura per ricalcatrici. lavoro che svolgevo dal giugno 1952 dopo aver conseguito la licenza commerciale.
Esso e durato 4 anni. Ho amato il mio lavoro poichè da solo sono riuscito a riordinare il magazzino come desideravo, suddividendo, spostando il materiale in un modo pratico e semplice in modo che qualsiasi movimento fosse rintracciabile. Me lo ha dimostrato il sig. Sisetto, il sig. Di Natale, il sig. Tedeschi traducendo in 10 comandamenti quanto io avevo fatto nel mio interesse onde essere sempre pronto a rispondere a qualsiasi evenienza. Quattro anni di serio lavoro di cui con esattezza potevo rispondere a qualsiasi domanda o ricerca , cosa questa eseguita da me soltanto senza l’ ausilio di alcuno.
Oggi è stata spedita ad Avigliana l’ ultima parte del magazzino.Oggi è terminato l’ inventario del materiale rimasto.
Oggi per l’ ultima volta le mie mani si sono sporcate di polvere e grasso di quelle matrici e punzoni che tante volte ho spostato, ordinato, amato come oggetti di valore.
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SABATO 17 NOVEMBRE 1956 ( …….. dal diario dell’ operaio Giuseppe Dozzo…….Fiat ).
15/04/2004
di albero (Invia un messaggio all'autore) 2° PUBLICAZIONE
Ore 08.45 : il sig. Montobbio mi manda a chiamare nel suo ufficio. Poche parole sono sufficienti a trasformare in realtà ciò che da tempo aspettavo. “ Dozzo, prendi la tua roba e recati all’ officina 24, sei disponibile presso quella officina per esuberanza di personale”.” Ho capito”, rispondo io e me ne vado.
Da questo momento sono uno dei tanti. Ma non mi sento né vittima, né martire.
Sono affidato alle dipendenze del sig. Sandrino operatore dell’ off. 24.
Arriva un camion di segatura, ne porto 3 sacchi al magazzino apposta adibito. Trovo alcuni compagni e mi dicono che la 24 va aumentando di numero perché manca il lavoro nelle officine.
Lunedì’ 19.11.1956.
Bollo la cartolina all’ off. 24.
Ci mandano nel magazzino dell’ officina 15 per alcuni spostamenti ; ci comanda Bernardi.
In questo magazzino abbondano i guanti. I compagni che mi hanno preceduto alla 24 mi consigliano di “ rifornirmi “ di guanti poiché la 24 non ha nessuna assegnazione e con l’ inverno alle porte e certi lavori i guanti diventano indispensabili.
Metto in pratica il consglio e ne prendo 5 paia.
Martedi’ 20.11.1956.
Con 4 carretti si prelevano i pezzi smontati di un forno all’ officina 18 e si portano fuori dell’officina.
I guanti sono veramente utili. La produzione e diminuita. Altri operai vengono trasferiti alla 24. Siamo in molti.
Giovedi’ 22.11.1956.
Si scaricano scrivanie. Pomeriggio ci rechiamo nel sottosuolo dell’ officina 14, preleviamo delle scatole contenenti nastri di amianto, li portiamo nel refettorio della campata 6.
Interrompiamo il lavoro per trasportare delle putrelle.Cresce il numero degli operai trasferiti alla 24.
Lunedi’ 26.11.1956.
All’officina 6 non c’è più la mia cartolina, sono passato in forza all’ officina 24 come provvisorio con numero 243688.
Vengo mandato a spaccare legna. Scarichiamo 7 rulli di filo di piombo. Si dice che alla 24 siamo più di 3000.
Martedi’ 27.11.1956.
Si trasloca un ufficio all’officina 14, si trasportano scatole. Pomeriggio spacco legna all’ aperto. Un operaio è stato sospeso perché per un’ attimo si è fermato a chiacchierare con una donna mentre si presentava all’officina 24 (sorvegliante Barbisin).
Giovedi’ 29.11.1956.
Trasportiamo delle piastre della nuova linea 11 dietro all’officina 5. Verso le 15,30 sono sfinito.
Nella mattinata Sandrino mi chiama in disparte e mi chiede se sono contento di essere alla 24,
si lavora pesante, se ho delle lagnanze da fare anche rispetto ai miei compagni. E rispondo che sto bene e che tra i miei compagni di lavoro c’è comprensione. Qualcuno di noi fa l’ informatore.
(Albero)