"son uno che si chiede la ragione del mondo e del suo avvelenato fiore"


Il tronchetto della felicità
Per Natale, Ortensia mi ha fatto un bel pompino. «È tutto quello che posso regalarti», ha detto. «Ortensia, Ortensia», ho fatto io, «non si parla con la bocca piena, almeno a Natale!». E giù a ridere tutti e due. Ortensia è una donna molto spiritosa, anche se è nata senza braccia. Certe volte, quando le serve qualcosa, mi dice: «Senti... mi dai una mano?». È da quando la conosco che ripete sempre questa battuta e poi mi guarda. Un attimo dopo scoppiamo a ridere, ogni volta come se fosse la prima volta. Ah, Ortensia. Che donna è Ortensia. Altre volte, le dico: «Ortensia! Andiamo a farci una passeggiata?», e lei ride e ride. È una battuta che possiamo capire solo noi due, perché Ortensia è nata anche senza gambe. Così, finisce che la sollevo, la carico nella borsa della spesa e la porto in giro. Ci fermiamo sempre nel solito giardinetto. Poggio la borsa (con Ortensia) per terra e mi siedo su una panchina a leggere il giornale. Prima o poi, qualche cane le si avvicina. Un po’ per via di quei suoi cappellini floreali, un po’ perché è veramente facile scambiarla per un tronchetto della felicità, insomma, la bestia alza la gamba e... Dopo qualche tempo, Ortensia mi dice: «Portami a casa». Io guardo la borsa bagnata e dico in tono grave: «Ma Ortensia, te la sei fatta di nuovo addosso, eh?». Lei a quel punto scoppia a piangere, ma in realtà ride, io lo so. Sono proprio un uomo fortunato ad avere Ortensia. Lei non è come le altre. Basta così poco a farla felice.
Composto in India intorno al IV secolo d.C., il Sutra del Cuore è uno dei testi fondamentali del buddismo, studiato e recitato ancora oggi nell'ambito della tradizione sia zen che tibetana.
L'importanza del testo è dovuta al fatto che esso condensa in pochi versi ciò che viene considerato il "cuore" dell'insegnamento buddista: la realizzazione completa della Visione profonda.
Nella totale fusione della mente personale con la Mente illuminata, e dei fenomeni con la Vacuità, si comprende istantaneamente il carattere vuoto ed impermanente di qualsiasi manifestazione o categoria, in cui catalogare il flusso continuo del mondo.
L'insegnamento del Sutra si propone sotto forma di discorso che il mitico bodhisattva Avalokitesvara, simbolo cosmico della compassione, indirizza a Sariputra, discepolo storico di Gautama Buddha.
Questa forma indica in modo diretto uno stato trascendente ottenibile da qualsiasi ricercatore serio durante la vita: i versi puntano sia al cuore che alla mente, in una visione di abbandono totale della conoscenza convenzionale. Realizzando la suprema intuizione della Prajna Paramita la mente, come la luce, procede sia per quanti conoscitivi che per ondate di compassione. Non c'è parola ordinaria per descrivere l'intima unione al di là delle categorie. La serie di negazioni esposte - dei livelli percettivi, degli strati psicologici, delle categorie sensoriali, della catena delle sofferenze e dell'insegnamento stesso - indica uno stato in cui ogni sforzo è stato abbandonato e l'io trascendente coincide con la dimensione umana.
Il mantra finale è una formula verbale a cui si attribuisce il potere magico di aprire la mente all'illuminazione.
Esso esprime l'essenza della sapienza trascendente, in cui prende forma il discorso stesso di Avalokitesvara (il Signore del "sentire" che dirotta la parola verso l'interno).
SUTRA DEL CUORE
o
L'essenza della Visione Profonda
1 Puro sentire,che attinge al cuore di tutte le cose,
Avalokita,2 affiso nell'intuizione perfetta,
3 vede fluttuare disciolte
le cinque mutevoli
soglie dell'io,4 e recide la pena
che tutti accomuna.5 Oh Sariputra,
6 ogni fenomeno affiora
dall'insondabile abisso,7 che cela e trascende gli opposti:
la Vacuità.8 La forma è vuoto,
9 il vuoto è forma,
10 ininterrotte, nella vastità cangiante,
trapassano le sensazioni,
le percezioni, le nostre
interiori reazioni,
e l'ampio dominio chiamato
coscienza dell'ego.11 Oh Sariputra,
12 non ha consistenza
la serie infinita di tutte le cose,13 non esistono nascita
e dissoluzione,14 non c'è purezza né macchia,
15 né crescita, né diminuzione.
16 E dunque, nel vuoto,
17 insostanziale è ogni forma,
ogni interno richiamo
della mente e dei sensi,
ogni moto attivato
dalla volontà
e dalla coscienza evocato.18 Illusorio è lo specchio dei sensi,
gli occhi, la lingua, il naso, le orecchie,
il corpo e la mente,19 non possiede vita a sè stante
l'aspetto o il sapore,
il suono o l'odore,
il tatto o l'oggetto mentale.20 Se dunque è apparente ogni cosa
e senza una propria sostanza,21 non c'è da pensare che esista ignoranza
o di essa possibile fine,22 e vecchiaia è illusione e la morte,
come pure la loro estinzione.23 Ma se pur non c'è causa di pena,
non cessa la pena del mondo,
nè val, per estinguerla, Nobile Via,24 perchè vuoto è ogni conseguimento
25 o completa rinuncia alla quale approdare.
26 Così, l'essere emerso dal buio,
27 compenetrato della Visione Profonda,
28 non ha il cuore e la mente ostruiti,
29 non alberga paura,
30 e sciolto da ogni illusorio richiamo
31 può riconoscersi libero, infine.
32 E chi, nell'immoto fluire del tempo,
si è aperto al puro sentire,33 affidato alla Prajna Paramita,
34 realizza il supremo risveglio.
35 Conosci ora il cuore della Visione Profonda:
36 è il grande mantra incantato,
37 magia splendente
38 e suprema,
39 l'incomparabile mantra,
40 che scioglie ogni pena.
41 Non c'è inganno, ma rivelazione,
42 nel mantra che esprime l'essenza
dell'unico Vero43 con queste parole:
44 Andare, andare oltre,
trascendere
approdare al di là,
nel cuore radiante e perfetto
del puro Risveglio:
adesso!GATE, GATE
PARA GATE
PARA SAM GATE
BODHI, SVAHA ! HANNYA SHINGYO
