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"ora guardiamo come se la cava quel signore che ha vinto, guardiamo come può conciliare l'arricchimento dei ricchi con le promesse fatte alle persone comuni...guardiamo come se la caverà con la lega e la mafia. gli daranno filo da torcere lega e mafia. la cosa buona è la fine del sessantotto: tutta quella vanità dei capetti che si facevano belli con un pugno di ammiratori e ammiratrici e poi fuori di lì bon, fuori dal loro cerchio....sessantottini come ferrando, mamma mia...gente che parla benissimo, come un libro stampato che parla, che parla... ma cosa cazzo dice ferrando?va bene: ora stiamo a guardare. qualcosa già abbiamo visto, abbiamo visto quello sciocchino di veltroni telefonare a berlusconi per complimentarsi...oeì, veltrò, tu vò fa l'americano, tu vo fà l'inglese...sciocchino, sciocchino.
guardiamolo il nostro paese, un paese che nasce democratico grazie a cavour e che dopo cinquant'anni sceglie il fascismo, un paese immaturo, giovane, cialtrone...ferrando parla di trotzkij a della gente che capisce solo al capone...ma che la pianti, ferrando, che la pianti. e che la pianti veltroni.
abbiamo avuto dal 45 in poi solo un grande statista: de gasperi. e qualche buon politico, che so, penso a fanfani. per il resto tanti cialtroni. e poi è arrivato il 68, una sciagura, dal punto di vista politico, il trionfo delle chiacchiere, dei capetti, dei vanitosi...era bella l'atmosfera del 68, una certa atmosfera, era bella...per chi aveva venti o trent'anni...era un bel comunicare, un bel divertirsi ma poi, politicamente: una sciagura".
Aurelio Valesi martedì 15 aprile 2008 ora 22
Al telefono ha una voce intensissima, come solo chi impasta le mani nei sogni. Racconta: "incontravo Fellini, negli anni '60, negli uffici postali di Roma e Firenze. Mi recavo alle Poste per telefonare. E incontravo Fellini per le scale di casa, io vivevo due gionri a Firenze e tre a Roma, nei pressi di Piazza di Spagna. In vicolo delle Orsoline. C'era lì un convento, che divenne negli anni un bordello. Poi infine una serie di appartamentini. Fellini, mi disse: posso venire da Lei per lavorare sui sogni? Io dissi di sì, e la cosa durò per due anni".
Anche questo poeta, ed aritsta, e alchimista su materie d'inconscio, è un regalo di Priano alla sventata Nerina. Che emozione questi 83 anni, così vivi e brucianti.
Mirella ha la voce dei fringuelli. E' una gatta allegra. E' primavera, dice. E Valesi? Sta bene. Ha amato, Mirella, il biglietto inviato. Una foto di Cinecittà, questa Roma che ha adottato Nerina. Conosco il cinema di quegli anni, mi dice. Ora no, ma allora--

" grazie per quel libretto su Ponzone che mi hai spedito, ecco: tu cerchi e sei ricercato, non ti trovo mai al telefono, devo insistere molto, sempre...bello quel libretto, ho riconosciuto tanti posti, io abitavo nella strada dove ora c'è il Comune, in via Grattarola, c'era un bosco, lì...ora c'è il Comune...Ponzone aveva un castello importantissimo, aveva i suoi nobili...sai che Edgardo Sogno, il partigiano Franchi, monarchico assoluto, uomo dal coraggio spaventoso ...bè sai che sogno era anche conte di Ponzone? Eh...ci sono frazioni intorno a Ponzone che ben ricordo, Chiappino, quattro case, ora sul libretto vedo che è diventata un po' più grande e Moretti, me la ricordo bene Moretti perchè ci andai, partendo da Ponzone in corriera con mia madre il 5 settembre 1943, tre giorni prima che scoppiasse la bugna...e, guarda, mi ricordo una cosa: l'autista della corriera fece una frenata bruschissima per salvare un pulcino in mezzo alla strada, per non metterlo sotto con la corriera e...pensa tre giorni dopo cominciava l'inferno...eh, a Ponzone c'era il cinema...una mia cugina cantava, io suonavo la batteria...avevo un buon senso del ritmo...in quel cinema una volta mi fecero entrare gratis perchè mi ricordavo il titolo di tutti i film che avevano dato, non erano tanti, cosa vuoi, una ventina...ma me li ricordavo...Ponzone è un paesaggio interiore, un paesaggio in cui di notte ambiento tanti sogni, ci ho vissuto dagli otto ai dieci anni, due anni e qualche mese, un po' più di due anni maa quell'età, capisci...due anni a quell'età...andavo a prendere il latte squarciando la neve, così una volta la neve era così profonda che ci lasciai le scarpe e quando arrivai in casa di quelli del latte mi misero vicino al fuoco, ero fradicio completo...io a Ponzone ho visto un bambino morto, non posso dimenticarlo, sono sicuro che fosse un bambino..."
venerdì 18 gennaio ore 21.15
Valesi sta bene. La gatta Felicita (forse maschio) disastra un po' la casa. La signora Mirella ha una voce strepitosa: ardente, calda, una Simone Signoret al telefono. La immagino affascinante di bianco.
"oh...ecco...avevo provato a chiamarti due o tre volte ma non c'eri...poi ho avuto problemi alla linea telefonica perchè gli animaletti della terra si sono mangiati la linea telefonica...avevano fame , gli animaletti...c'è una fame nel mondo, c'è una fame che si crepa...e gli animaletti hanno fame anche loro...ti ho chiamato oggi che è l'anniversario della nascita dello scrittore...eh, sì...dai lo scrittore...18 dicembre 1907...no, non pavese...moravia, eh...sì, domani vado ad albaro, ad una festa di laurea, si è laureata la figlia di cari amici...domani pomeriggio, saremo una quindicina di persone...qui a mignanego siamo andati sottozero diverse volte, fa molto freddo, in casa no, in casa a 18 gradi ci arriviamo, sai che 18 gradi era la temperatura che vittorio emanuele III pretendeva al quirinale, non un grado di meno...abbiamo questa gattina, adesso, sì...felicita si chiama...è una cosa incredibile, un animale incredibile: sai ora è in una condizione di paradiso, sta in casa ma aspetta che venga la primavera, aspetta che esca fuori in giardino e conoscerà il mondo, conoscerà le altre bestie, conoscerà il dolore..."
martedì 18 dicembre 2007 sera, ore 21.00
"senti, ti sono arrivati vero i libri, eh, il mio amico è sceso dall'auto e li ha portati su al tuo vicino...che gli ha fatto un po' di interrogatorio, gli ha detto chi è lei, dove va, cosa fa, chi cerca, sì li dia a me. mirella non ci voleva credere che è agli arresti domiciliari...eh eh...che tipo...peccato che non ci siamo visti ma sai questi amici dovevano tornare a casa , tu arrivavi tardi ma...faremo per un'altra volta, intanto sono contento di avere rivisto voltri che è un posto estremo, un posto affascinante, con una sua bellezza proletaria...e poi a varazze, ragazzi, il deserto! che bello questo eremo che un po' è un eremo, un po' un luogo sinistro...sembra di essere nel seicento, là: è un posto manzoniano, quegli alberi!quei colori autunnali! e il mare, anche il mare sembrava manzoniano, un mare manzoniano...un mare che sembrava un lago, ecco...non c'ero mai stato al deserto di varazze, lì uno si aspetta di vedere spuntare l'innominato, don abbondio...eh, la tua voltri, che roba: "voltri di sgomento", come dice caproni in litania, una poesia che è di una bellezza...sai caproni ha cantato genova come solo un non genovese la può cantare e in litania c'è forse un po' di letterarietà ma anche tanta autenticità: caproni è autentico, è popolare...così affezionato alla val trebbia dove ha fatto il partigiano, ai monti genovesi dove ha anche trovato moglie, a fontanigorda...che limpidezza in caproni...e sai come insegnava ai bambini quando era maestro? diceva: oggi dovrei fare la rivoluzione francese ma...ma non me la ricordo più. mi aiutate a ristudiarla? la studiamo insieme? io non mi ricordo più un fico..eh, capisci che genio? è stato un genio anche lì, anche nell'insegnamento"
venerdì 15 novembre 2007 ore 22.30
" allora domani ci vediamo, eh? cosa ne dici...ho guardato sulla mappa, si arriva in piazza gaggero, si parcheggia e poi sono due minuti, vero...so tutto, ho consultato tutto...sì alle sette di sera va bene, ti porto i libri, tu non preoccuparti di niente, noi arriviamo dal deserto di varazze e ti diamo i libri, sì un caffè va bene, no a cena poi avremo occasione, non preoccuparti...mangeremo, ci sbragheremo un'altra volta o da te o da me...intanto prendiamoci questa, alle sette, sì...sì se non ci sei ancora aspettiamo, non preoccuparti...semmai sì, vediamo il tuo vicino, eh...ti ha regalato l'olio? eh...è complesso l'uomo, vedi, è complesso, vedi...ma conosco i tipi, conosco la generosità di questo sottopopolo, ci sono cresciuto in mezzo, poi magari ti fregano per vie traverse, ma in un modo speciale, diverso insomma...cosa vuoi che sia il furtarello di un guappetto, la truffetta, cosa vuoi che sia...in confronto a tutto l'orrore di cui l'uomo è capace, cosa vuoi che siano un furto, una truffa...poi lo dici alla nostra amica nerina che sono venuto da te, eh...è in gamba nerina, è bravissima ed è una persona gentile gentile e quando scrive scherza mica...è molto brava, molto in gamba e buona d'animo, si capisce subito che è buona d'animo...sì è una meridionalità colta la sua, molto fine e c'è tutta la capacità, nella nerina, di amare l'opposto, il completamente diverso da lei...così vabbè...domani ci vediamo, vai tranquillo, noi semmai aspettiamo, non preoccuparti..."
" senti la prossima settimana io e mirella passiamo da voltri per andare a varazze, andiamo a varazze...al deserto, sai....e pensavamo di fermarci per un caffè così ti dò una ventina di libri che poi tu mandi a chi ti sembra il caso...possiamo venire su in casa da te, anche se sono tante scale...le case sono la cosa che faccio meglio, non mi spaventano le scale, mi tiro su con le braccia, hai visto che braccia ho...Ha telefonato nerina, la nostra amica nerina...si intende molto con mirella, anche con me, naturalmente ma io non sono un buon conversatore, sono un po' rustico, sono ligure, sai...mirella invece è piemontese, è di asti...e tu, anche tu sei piemontese perchè sai, conta la parte materna in queste cose e i piemontesi delle tue parti, i piemontesi appenninici sono ancora più piemontesi degli altri...e più cattivi, anche ma molto simpatici e capaci di grandi generosità inaspettate mentre i piemontesi di pianura,novara e vercelli sono mezzo lombardi, sono freddi, calcolatori"
A casa Valesi è arrivata Felicita. Felicita è una gattina di due mesi scampata a una morte ingiusta. Oggi a lungo parliamo dei blog, e di come questo sia diventato una casa tenuta su con amore. L'amore del mondo.
Senza nessuna retorica, tenendo in vaso anche i fiori avvelenati.