Disse la donna al vate
Faccio cantuccio nelle sacche della tua esperienza
Con le tue pieghe di pelle
Copro le parolette sprovvedute al testo
Seguo le orme in promenade tracciate
Per decodificare il senso dell’azzardo
Per rinvenire il costo dei significati
Nell’onere dell’attraversamento delle rive
Parigi o Genova da fiume a mare
Luoghi esausti per la pioggia e il vento
Ma il ferro le attraversa e se ne sente il duro
Che è l’anima molesta alla tua sofferta gomma
Ripiegarsi fino a spezzarsi mille volte
Questo m’insegna la vista della metrica tua sporca
Logorata al desio gestita a mal di pancia
Eppure così fine e fior da fiore colta
Ma quello che racconto a me
Nel nottetempo della veglia
E’ la finestra che protegge il mondo
Dall’estraneo confine che fa del fuori il dentro
La teiera il beccuccio il corpo che attraversi
Con le dita cucite in fondo al ventre della donna
Intravedo la forza del tuo essere di dentro e del legame
E comprendo la preziosa seta che hai cucito al sodalizio
E penso ad una donna in una foto
Che cieca legge in braille e canta con le dita
Per il marito che assopito copre il letto
Dove dimorano le giovinezze nel calore repentino
Che passa dal suo inguine al tuo sesso
Mentre vi accarezzate bianchi in turbamento
Ma questa volta son tue parole e versi
Che lei tormenta con polpastrelli svelti
Regalami poeta la vita attraversata
La borghesia nella bellezza della verità bruciata
I sogni masticati in bocca alla tua donna
I seni strapazzati dell’unico tuo amore a cui t’appendi
(l'amore s'impara leggendo)
(nerina garofalo - gennaio 2007)