Aurelio Valesi

"son uno che si chiede la ragione del mondo e del suo avvelenato fiore"

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mercoledì, 30 aprile 2008

AL TELEFONO 31

" oh, irto e increscioso alemanno...eh, un po' irto lo è. ed anche increscioso. caro mio, è finita l'epoca in cui uno votava per le sue idee, comunista fino alla morte o fascista fino alla morte. la gente vuole servizi. per il resto si arrangia. tutti vogliono servizi funzionanti...sai, viviamo in un mondo che ritorna al vecchio regime,all'aristocrazia: ora gli aristocratici sono i ricchissimi, a destra i ricchissimi sono xenofobi e merde, a sinistra sono salottieri e mondani...un giorno qui, un giorno a cuba, un giorno a buenos aires...facile essere per l'uguaglianza dei popoli e per l'ospitalità quando tu prendi e te ne vai in giro per il mondo sul tuo aereo o sulla tua barca...rutelli, eh...rutelli è stato un discreto sindaco, non è stato mica male ma...il suo mondo, il suo mondo è un mondo insopportabile"



mercoledì 30 aprile ore 16.30

postato da: irazoqui alle ore 16:10 | link | commenti (4)
categorie: al telefono 31
martedì, 29 aprile 2008

NICOLA RAO

da "LA FIAMMA E LA CELTICA", Sperling & Kupfer Editori, Milano 2006

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"Ma ad Alemanno non manca il coraggio. E allora affronta il toro per le corna. Sa che questo mondo rispetta la sincerità e la lealtà. Sa che sta camminando sui pezzi di vetro e che può bastare un niente per complicare tutto. Ma ormai è in ballo. E poi lo deve a Peppe. E' qui per l'ultimo saluto ad una delle persone a cui si è più legato. Del resto ha già portato a braccia il feretro. Per due giorni, quasi ininterrottamente, nonostante i molti impegni della doppia campagna elettorale, è stato a vegliare in obitorio il suo amico Peppe. Con cui è nato in questi anni un rapporto sincero, profondo, cameratesco. Ora è lui a chiedere di parlare. Sono segni importanti. Che non sono sfuggiti ai presenti. A tutti i presenti ".


Nicola Rao (Latina 1962) vive a Roma. E' giornalista parlamentare per il TG2.

postato da: irazoqui alle ore 14:43 | link | commenti
categorie: --arcipelaghi
lunedì, 28 aprile 2008

MURIEL BARBERY

da "L' ELEGANZA DEL RICCIO", edizioni e/o, Roma 2006

eleganceherisson



































" La seconda domanda, dunque:  che cosa conosciamo del mondo?
A questa domanda rispondono gli idealisti come Kant.
Cosa rispondono?
Rispondono: non un granchè"


Muriel Barbery (Casablanca 1969).Professoressa di filosofia, di mestiere insegna agli insegnanti. Vive in Normandia.

postato da: irazoqui alle ore 16:01 | link | commenti (3)
categorie: --arcipelaghi, muriel barbery
giovedì, 24 aprile 2008

Ascanio Celestini - 25 aprile


postato da: dirtyinbirdland alle ore 06:36 | link | commenti (2)
categorie: ascanio celestini, --prossimità, --dimore
mercoledì, 23 aprile 2008

Festa d'Aprile by Trafficanti d'Ali



Autore: F. Antonicelli Anno 1948

E' già da qualche tempo che i nostri fascisti/ si fan vedere poco e sempre pi˘ tristi,/ hanno capito forse, se non son proprio tonti,/ che sta arrivare la resa dei conti. Forza che Ë giunta l'ora, infuria la battaglia/ per conquistare la pace, per liberare l'Italia;/ scendiamo gi˘ dai monti a colpi di fucile;/ evviva i partigiani! » festa d'Aprile. Nera camicia nera, che noi abbiam lavata,/ non sei di marca buona, ti sei ritirata;/ si sa, la moda cambia quasi ogni mese,/ ora per il fascista s'addice il borghese. Forza che Ë giunta l'ora, infuria la battaglia/... Quando un repubblichino omaggia un germano/ alza il braccio destro al saluto romano./ ma se per caso incontra partigiani/ per salutare alza entrambe le mani. Forza che Ë giunta l'ora, infuria la battaglia/... In queste settimane, miei cari tedeschi,/ maturano le nespole persino sui peschi;/ l'amato Duce e il Fuhrer ci davano per morti/ ma noi partigiani siam sempre risorti. Forza che Ë giunta l'ora, infuria la battaglia/... Ma Ë già da qualche tempo che i nostri fascisti/ si fan vedere spesso, e non certo tristi;/ forse non han capito, e sono proprio tonti,/ che sta per arrivare la resa dei conti. Forza che Ë giunta l'ora, infuria la battaglia/...

(grazie Iraz ;-) )

postato da: dirtyinbirdland alle ore 19:43 | link | commenti (3)
categorie: --dimore
martedì, 22 aprile 2008

EDOARDO FIRPO

da una lapide



SANT' ANTONINO



Sant' Antonino

sopra Staglieno

suona piano piano

che non si sveglino

i partigiani...

lascia che dormano

come sono morti

con sacrificio di gioventù

che non si accorgano

che già si tenta

di seppellirli

nella rumenta.

Quando arriverà

quel mattino

Sant' Antonino

sopra Staglieno

canterai l'inno

dei partigiani.



Edoardo Firpo (Genova  1889 -1957), riparatore di pianoforti, ha pubblicato versi in dialetto genovese.

postato da: irazoqui alle ore 18:13 | link | commenti
categorie: edoardo firpo

Bruno Ballardini

Con il gentilissimo consenso dell'Autore, pubblichiamo un racconto inedito di Bruno Ballardini.

geranio


































Il tronchetto della felicità 

Per Natale, Ortensia mi ha fatto un bel pompino. «È tutto quello che posso regalarti», ha detto. «Ortensia, Ortensia», ho fatto io, «non si parla con la bocca piena, almeno a Natale!». E giù a ridere tutti e due. Ortensia è una donna molto spiritosa, anche se è nata senza braccia. Certe volte, quando le serve qualcosa, mi dice: «Senti... mi dai una mano?». È da quando la conosco che ripete sempre questa battuta e poi mi guarda. Un attimo dopo scoppiamo a ridere, ogni volta come se fosse la prima volta. Ah, Ortensia. Che donna è Ortensia. Altre volte, le dico: «Ortensia! Andiamo a farci una passeggiata?», e lei ride e ride. È una battuta che possiamo capire solo noi due, perché Ortensia è nata anche senza gambe. Così, finisce che la sollevo, la carico nella borsa della spesa e la porto in giro. Ci fermiamo sempre nel solito giardinetto. Poggio la borsa (con Ortensia) per terra e mi siedo su una panchina a leggere il giornale. Prima o poi, qualche cane le si avvicina. Un po’ per via di quei suoi cappellini floreali, un po’ perché è veramente facile scambiarla per un tronchetto della felicità, insomma, la bestia alza la gamba e... Dopo qualche tempo, Ortensia mi dice: «Portami a casa». Io guardo la borsa bagnata e dico in tono grave: «Ma Ortensia, te la sei fatta di nuovo addosso, eh?». Lei a quel punto scoppia a piangere, ma in realtà ride, io lo so. Sono proprio un uomo fortunato ad avere Ortensia. Lei non è come le altre. Basta così poco a farla felice.


(Nota a piè di pagina)
Un caso analogo venne riportato da Paul Gilson nel 1930 («Elle lisait des livres dont elle tournait les pages en douceur du bout de son nez»). Solitaria di fronte alla folla del Luna Park, Violetta veniva lasciata su un piedistallo di fianco ad uno specchio, come un manichino nella vetrina di un negozio d’abbigliamento. E sorrideva per ore e ore.
 
(Nota a fine libro)
Conobbi una focomelica che si era separata dal suo uomo solo perché dopo tre anni di convivenza aveva avuto il coraggio di chiederle la mano. La sinistra, per la precisione. La destra era infatti formata da tre dita, mentre la sinistra era un unico grande dito. Si era innamorato soltanto di questo, non di lei, e desiderava ardentemente che glielo ficcasse in culo.


**

Bruno Ballardini nasce a Venezia nel 1954. Sono molte le leggende popolari che si tramandano attorno a questa figura di cui ebbe ad occuparsi lo stesso Ernesto De Martino. Ancora oggi, in vari luoghi d’Italia, si segnalano casi di sue miracolose apparizioni, come quella nelle vesti di sindaco del comune di Rovereto, oppure fenomeni di bilocazione, addirittura in due facoltà diverse dell’università di Roma, come docente precario. Si tratterebbe di emanazioni della stessa icona cui la tradizione popolare attribuisce poteri taumaturgici. Il personaggio reale è totalmente all’oscuro di questi fatti. Vive nell’oscurità per sfuggire alla sua ombra che lo perseguita.  (da: Cabaret Bisanzio)

postato da: dirtyinbirdland alle ore 17:27 | link | commenti (7)
categorie: --dimore, bruno ballardini

MARCELLO VENTURI 6

Campale 15074  Molare (AL)  12 - 10 -85


Caro Priano, grazie per il favorevole giudizio sul mio libro. Mi fa particolarmente piacere ricevere il consenso di un giovane. E di un appassionato come lei. E sono anche contento di saperla al lavoro col suo romanzo. Abbiamo bisogno di ricambi, non si stanchi di scrivere.

Per quel che riguarda i miei autori preferiti - Vittorini a parte - io mi sono formato sugli autori americani dell' ante-guerra: Hemingway, Faulkner, Steinbeck, Dos Passos, Saroyan, Caldwell ecc; che erano, allora, una grossa novità per i lettori italiani. Ma naturalmente, prima di questi, mi ero letto tutto l'ottocento russo, francese e anglosassone. Più tardi ho scoperto Thomas Mann e Joseph Roth, Musil e Kafka: gli scrittori, insomma, centro-europei. Mentre non sono mai riuscito a leggere fino in fondo Goethe o Shiller. Neppure di Joyce potrei considerarmi un patito, specialmente per  l "Ulisse": gli preferisco "Gente di Dublino".


Complimenti, dunque, per le poesie pubblicate su "Controcampo". E resto in attesa di leggere qualcosa dellasua tesi.

Mi scriva, quando ha tempo e voglia. Un cordiale saluto dal suo Marcello Venturi.

postato da: irazoqui alle ore 16:52 | link | commenti
categorie: marcello venturi 6

MARCELLO VENTURI 5

immagine01







E' morto a Molare MARCELLO VENTURI, scrittore di grande valore. Nato a Serravezza, in Versilia, nel 1925 , era stato partigiano sull'Appennino Tosco-Emiliano. Esordì ventenne sul Politecnico di Vittorini e, lasciato nel 1956  il Partito Comunista Italiano (e la terza pagina dell' Unità) , divenne collaboratore ed amico di Giangiacomo Feltrinelli andando ad occupare, all'interno della casa editrice, proprio quel posto che era stato di Luciano Bianciardi.



Sposato con la scrittrice Camilla Salvago Raggi si trasferì da Milano a Molare, paesino del Monferrato, a Villa Campale (fraz. Rocche).







Tra i suoi libri più importanti e belli  ricordiamo "Vacanza tedesca" (Feltrinelli, Torino 1959), "Bandiera bianca a Cefalonia" ( Rizzoli, Milano 1963), "Terra di nessuno" (Rizzoli, Milano1975), "Il padrone dell'agricola "(Rizzoli, Milano 1979), "Sdraiati sulla linea" (Mondadori, Milano 1991).





I funerali si svolgeranno domani mercoledì 23 aprile alle ore 15. 30 nel Santuario N.S. delle Rocche di Molare.

postato da: irazoqui alle ore 14:19 | link | commenti (2)
categorie: marcello venturi 5
lunedì, 21 aprile 2008

UMBERTO SABA 2

da "IL CANZONIERE", Giulio Einaudi Editore,  Torino 1961



infanzia3























PREGHIERA ALLA MADRE


Madre che ho fatto

soffrire

(cantava un merlo alla finestra, il giorno

abbassava, sì acuta era la pena

che morte a entrambi io m'invocavo)

                                                                  madre

ieri in tomba obliata, oggi rinata

presenza,

che dal fondo dilaga quasi vena

d'acqua, cui dura forza reprimeva,

e una mano le toglie abile o incauta

l'impedimento;

presaga gioia io sento

il tuo ritorno, madre mia che ho fatto,

come un buon figlio amoroso, soffrire.

Pacificata in me ripeti antichi

moniti vani. E il tuo soggiorno un verde

giardino io penso, ove con te riprendere

può conversare l'anima fanciulla,

inebbriarsi del tuo mesto viso,

sì che l'ali vi perda come al lume

una farfalla. E' un sogno,

un mesto sogno; ed io lo so. Ma giungere

vorrei dove sei giunta, entrare dove

tu sei entrata

                            - ho tanta

gioia e tanta stanchezza! -

                                              farmi, o madre

come una macchia dalla terra nata,

che in sè la terra riassorbe ed annulla.



Umberto Saba

postato da: irazoqui alle ore 19:32 | link | commenti (1)
categorie: umberto saba, umberto saba 2