Immaginare che no
22/03/2008
di PE for friends (Invia un messaggio all'autore)
Non so immaginarmi senza di te.
E poi, perchè dovrei?
Se lo facessi sparirei in un ieri così lontano da ricordarmi di una me che non riconoscerei, pur sapendomi.
Da vent’anni quando rido rido due volte, e due volte piango quando piango.
Forse anche da prima, da quando mi sono sentita pronta o semplicemente da sempre, nella fortuna di essere nata culla.
Non sono nemmeno certa che in un certo giorno di un certo mese di un certo anno avrei comunque mangiato gli spaghetti al sugo.
Una banalità, certo, ma ha la sua importanza.
Forse me li avevi chiesti o forse sapevo che li avresti graditi, capisci?
Non ho nulla di straordinario da dirti, nulla di nuovo, se non quello che ho appena detto.
Non so immaginarmi.
Però questo numero, venti, ha un suono così bello, rotondo, mi rotola dentro e mi restituisce precisa a quel giorno.
Sei sempre stata bella, perfino nel presentarti come una sorpresa in rosa.
Ti amerei anche se fossi azzurro, lo sai, ma anche questo è un esercizio d’immaginazione inutile.
La sola cosa certa è che non avrei mai il dubbio, di mattina, di quali scarpe potermi mettere se tu fossi uscito di casa prima di me.
E io questo dubbio lo adoro.
Sì, lo so, anche le magliette, i vestiti, i cappotti, ma le scarpe hanno un fascino speciale, quello dei passi.
Mi stai facendo dire cose per cui domani mi prenderai in giro, con quella faccia lì che dice “grazie” e lo nasconde.
Grazie di cosa?
Ci sei. Ci sono. Ci siamo.
Immaginare che no ce l’avevo solo nelle dita, stasera.
(PE for friends)
PE scrive da anni su alcune Com di poesia e letteratura. Ha una penna vibrante e delicata, ed è una donna intensa e piena di colori. Ha il volto narrativo delle ragazze degli Hernandez, pieno di vita.